Le Fondazioni A2A
10 Giugno 2024

Cambio di scrittura

Chi immagina che gli archivi siano luoghi vecchi e polverosi dovrà ricredersi. Gli archivi sono posti vivi e vivaci, come le persone che se ne occupano. Hanno una funzione concreta e tangibile in quanto custodiscono sì il passato, ma, opportunamente interrogati, sono in grado di raccontare chi siamo e di illuminare il nostro presente.
È quanto emerge dal convegno che ha chiuso la prima fase del progetto Cambio di scrittura, promosso dalla collaborazione dell’Archivio di Stato di Brescia, con l’Archivio Storico Diocesano, l’Università Cattolica, il Sistema Archivistico Comunità Montana di Valle Trompia e la Fondazione Micheletti in coordinamento con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia e sostenuto dalla Fonda-zione ASM.
L’incontro, che si è svolto mercoledì 5 giugno presso l’Università Cattolica, è stato l’occasione non solo per fare il punto sull’attività svolta, a partire dalla ricognizione, operata sul territorio, alla quale hanno risposto 43 realtà archivistiche, ma soprattutto per tracciare le linee future con una proposta pragmatica che si articola intorno a due cardini: la didattica e il sostegno concreto alla gestione degli archivi.
Per quanto riguarda la didattica, si ripartirà dai corsi per docenti e operatori nel vasto ambito della cultura con l’ambizione di costituire un tavolo permanente in cui l’uso diretto delle fonti diventi un approccio naturale nella messa a punto di proposte formative, divulgative, intellettuali.
Per quel che concerne invece il sostegno diretto agli archivi, dopo il felice esito legato alla ricerca di una “casa” per il patrimonio storico della Caffaro, la strategia resta la rete in grado di supportare i piccoli archivi nella ricerca di risorse e di soluzioni ai problemi di gestione e di valorizzazione.

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